Mobilità dolce e valorizzazione del territorio: proposta di itinerario alla scoperta del Polesine

Settore turistico scelto e motivazione della scelta

Il settore turistico scelto è quello del Turismo Slow. Il territorio pensato per la realizzazione del progetto si presta particolarmente bene per lo sviluppo di tale tipologia di turismo. Attraverso forme di spostamento lente, tale territorio, che solitamente viene percorso velocemente, passando inosservato, avrebbe occasione di essere scoperto. La tipologia di turismo slow, inoltre, permette di creare un prodotto esperienziale molto forte, caratterizzato da un confronto diretto con il luogo, i suoi usi e costumi, ed allo stesso tempo stimola la crescita personale dello stesso turista che è portato a mettersi alla prova. Infine, il turismo slow stimola gli attori locali a cooperare in un’ottica sistemica, a mio avviso miglior metodologia che porta all’ offerta di un prodotto esperienziale di successo.

Area

Le aree interessate dal progetto proposto sono quelle relative alle tematiche di destination management e altre più identificabili con l’ambito di marketing del turismo. Un punto fondamentale su cui si fonda il progetto è l’importanza per gli attori locali di lavorare in un’ottica sistemica, un aspetto affrontato dalla disciplina del destination management, che nel programma di realizzazione o promozione di una destinazione turistica considera la realizzazione di un sistema un fondamento imprescindibile per un prodotto completo. Il prodotto esperienziale scelto all’ interno del progetto, necessita in particolar modo di una cooperazione ed un’integrazione da parte degli attori locali, in quanto deve coincidere con un prodotto variegato e composto da molteplici servizi richiesti da un turista lento che si sposta a piedi, in bici o barca e dunque con un’attrezzatura ridotta. A livello di marketing si punta alla promozione pratiche sostenibili a livello economico, sociale ed ambientale.

Descrizione dell’idea-progetto

Il progetto proposto mira alla valorizzazione del Polesine attraverso la realizzazione di una bretella della ciclovia VENTO, che si stacca nei pressi di Salara dalla rotta principale ed attraversa vari paesi del Polesine conducendo alla scoperta del suo patrimonio culturale e naturale fino a raggiungere il Parco Regionale Veneto del Delta del Po in una duplice meta: la prima proposta punta a Nord, andando a riallacciarsi con la ciclovia VENTO a Chioggia, la seconda è diretta a Sud alla scoperta della parte emiliana del Parco. La bretella si compone di parti di itinerari già esistenti, perciò non si intende proporre la costruzione di nuove piste ciclabili, che dovrebbero imbattersi poi in problemi di manutenzione, ma si mira piuttosto a promuovere strade a bassa percorrenza, vie arginali o strade sterrate di campagna, vie sicure per i cicloturisti. Per quanto riguarda i punti in cui sostare e pernottare si è pensato alla proposta di alcune strutture ricettive appartenenti alla rete Albergabici, adatti ad ospitare cicloturisti, ed alla riqualificazione di due stazioni ferroviarie impresenziate da adibire a strutture Bed and Bike. Nel progetto specifico si è pensato alle stazioni di Lendinara e di Lama Polesine, in cui sono molto attive la Protezione Civile e alcune associazioni come Auser, ma il modello vuole essere ripetibile ed adattabile anche ad altre realtà simili, magari più emarginate. La distanza tra una tappa e l’altra è di massimo 35km in modo tale da proporre un percorso adatto a target di mercato differenti: sia cicloturisti esperti, sia famiglie residenti nei luoghi interessati, al fine di sensibilizzare la popolazione alla promozione del territorio di appartenenza. Inoltre, parallela all’itinerario scorre la ferrovia percorsa da due linee locali (la Rovigo – Chioggia e la Legnago-Rovigo) che permettono un’alternanza bici –treno. In questo contesto l’approccio sistemico va a concretizzarsi tra i vari albergatori i quali, dovendosi rapportare ad una clientela che percorre un itinerario lineare dovranno essere pronti a promuoversi a vicenda, così come ci dovrà essere una cooperazione tra gli stessi e gli operatori locali commerciali e la popolazione locale. Inoltre fondamentale è anche la collaborazione delle associazioni, specie in ambito di riqualificazione delle stazioni dismesse, dove possono rappresentare un fondamentale legame con la comunità, coinvolgendola meglio. Inoltre per la realizzazione di progetti come questo, è essenziale la partecipazione attiva delle amministrazioni locali, indispensabili per poter beneficiare dei finanziamenti regionali ed europei che permettono di costruire le infrastrutture necessarie e sostenere un’adeguata campagna di comunicazione. Le ragioni a supporto di tale proposta risiedono nell’ incremento dei profitti, dovuti ad un aumento della domanda dei servizi richiesti direttamente sul territorio (considerazioni supportate da ricerche che dimostrano un aumento delle entrate per le voci di spesa di turisti) internazionali insieme alla creazione di nuovi posti lavoro.

Fattibilità e/o innovazione dell’idea-progetto

La realizzazione di tale progetto porterebbe alla effettiva valorizzazione del territorio polesano (storicamente rurale) da un punto di vista turistico, aumentandone rilievo sia per i turisti che vi sono diretti, sia per quelli indirizzati alle zone limitrofe sia per la stessa popolazione locale. Tale riconoscimento porterebbe gli stessi fruitori ad essere i primi promotori di un’esperienza di viaggio nello stesso territorio. L’aumento della risonanza turistica del Polesine, aiuterebbe poi il processo di de-turistificazione delle destinazioni sovraffollate, come Venezia. Un altro impatto positivo è rappresentato anche dalla creazione di nuovi posti lavoro che l’aumento di domanda richiederebbe, sia in ambito turistico che commerciale. Inoltre la presenza di itinerari già esistenti, di cui si andrebbe ad utilizzarne delle tratte, favorisce la fattibilità del progetto, abbattendo sensibilmente i costi infrastrutturali.

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Progetto di Ilaria Capitozzo