LA BARCACCIA. Il teatro fuori dal teatro, in una scatola

Progetto di realizzazione di una camera sensoriale elaborato dal gruppo Venet-ART/Musei in collaborazione con H-farm, GIF Scarl e Accademia teatrale Lorenzo Da Ponte (9 ragazze partecipanti).

Settore turistico scelto e motivazione della scelta:

Il progetto trova applicazione in contesti culturali a vasto spettro, ponendosi come obiettivo primario la valorizzazione dei teatri, promuovendone l’attività in particolare tra i giovani grazie ad un linguaggio dinamico e moderno. Utilizzato come strumento di marketing e promozione interattiva, “La Barcaccia” può rappresentare una risorsa in ambito culturale ma anche di sviluppo turistico, adattandosi nelle forme e nei contenuti allo spazio in cui si installa.

Area:

Nata dalla volontà di ridare lustro al celebre commediografo veneziano Carlo Goldoni, la nostra idea ha presto incontrato l’esigenza di convogliare almeno in parte il turismo nella città lagunare nei teatri e nel museo a lui dedicato (Casa Museo di Carlo Goldoni), per rilanciare un settore che sempre più spesso soffre i tagli ai fondi, offrendo al contempo una valida alternativa al turista che vuole conoscere la storia e la cultura di Venezia. Da qui la proposta di una struttura mobile con lo scopo di ricreare un ambiente teatrale attraverso una camera sensoriale, sfruttando la realtà virtuale. Si intende così offrire agli spettatori un breve viaggio nel tempo, per poter tornare ad assistere alle rappresentazioni teatrali da una barcaccia come nel XVIII secolo. Tale ricostruzione è possibile attraverso stimoli che coinvolgono i cinque sensi, mirando ad immergere i visitatori nell’atmosfera dell’epoca.
Il nostro progetto può essere declinato in varie forme e portato in varie aree.

Descrizione dell’idea-progetto:

Il gruppo di progetto è formato da 9 ragazze le quali hanno frequentato il corso presso H-Farm e GIF Scarl da Novembre 2018 a Febbraio 2019. Di seguito i nomi:
Azzalini Sara
Lorenzon Valentina
Pagano Elisa
Pasin Francesca
Pastrello Elena
Saggio Silvia
Schiavone Martina
Volpato Elena
Zambelli Linda

Il progetto trova applicazione in ambienti fruibili pubblicamente ed ha il fine di promuovere le attività dei teatri e dei musei che trattano lo sviluppo storico-culturale e le funzioni del teatro; tra questi la Casa di Carlo Goldoni a Venezia. La proposta consiste in una struttura mobile che ha lo scopo di ricreare, tramite la realtà virtuale ed altri strumenti interattivi, l’esperienza degli spettatori che frequentavano la Fenice e assistevano alla rappresentazione da una barcaccia nel XVIII secolo. Tale ricostruzione, basata su fonti storiche, avviene anche attraverso stimoli che coinvolgono i cinque sensi, mirando ad immergere i visitatori nell’atmosfera dell’epoca.

Materiali: scatola di legno, sedie teatrali, altoparlanti, sensori dell’odore, biscotti, schermo interattivo e tecnologia VR. Il termine “barcaccia” si riferisce alla serie di palchetti posti immediatamente accanto al palco nei teatri, che nel XVIII secolo erano riservati alle famiglie più ricche che desideravano ammirare gli artisti a pochi metri di distanza.
Il nostro progetto è quello di ricreare l’ambientazione di una barcaccia in una “scatola” di legno di 3 x 2 x 3 m, facilmente smantellabile e spostabile. Una struttura in cui il pubblico è invitato ad entrare (due alla volta) per provare la sensazione di trovarsi in un vero teatro.
A seconda del teatro che si intende promuovere, all’interno della scatola le pareti sono dipinte con un motivo che ne riprende la decorazione per riprodurre una vera barcaccia. Vi sono poi poste al centro dello spazio due sedie da teatro, dove gli ospiti possono sedersi, di fronte a uno schermo interattivo.
Lo schermo mostra una panoramica dell’intero teatro (palcoscenico e parterre) in cui possono essere visti gli attori mentre recitano e il pubblico presente allo spettacolo, così com’era nei secoli passati. Nel XVIII secolo, infatti, le persone erano solite incontrarsi, chiacchierare, fumare, mangiare e persino fare la griglia o picchiarsi all’interno dei teatri durante gli spettacoli. Questo dimostra la misura in cui l’atmosfera e il modo di vivere un teatro sia totalmente diverso rispetto a quella che siamo abituati oggigiorno, dal momento che essi rappresentavano dei veri e propri luoghi di associazione ed incontro della società di allora. Tutto questo è possibile grazie alla tecnologia VR, che garantisce, grazie ad un visore, di entrare in uno spazio immersivo per rivivere i teatri com’erano.
Sono inoltre presenti sensori di odore per simulare il fumo e casse per ricreare il chiacchiericcio e gli schiamazzi del pubblico. Per offrire un’esperienza completa di 5 sensi, sono disponibili in una scatola accanto alle sedie alcuni biscotti tradizionali, che nel caso di Goldoni e Venezia abbiamo proposto essere i Baicoli, in quanto noti per essere parte della tradizione veneta come alimento facile da portare sempre con sé poiché a lunga conservazione.

Il contesto nel quale il nostro progetto potrebbe trovare applicazione può essere una città in costante movimento, come Venezia, dove ai turisti viene offerta un’esperienza sensoriale a tutto tondo. Il settore turistico è quello esperienziale e digitale. Esperienziale perché l’individuo che sceglie di entrare nella nostra “scatola” decide di portare i propri 5 sensi nel passato. Digitale perché ci avvaliamo di strumenti digitali avanzati, come la tecnologia VR, per poter mostrare le sembianze effettive di un palco dell’epoca. Si potrebbe avere anche un richiamo al settore economico tramite la presentazione del palinsesto dei teatri veneziani, e quindi un possibile maggiore afflusso agli stessi, oppure attraverso la somministrazione dei Baicoli, che potrebbero portare il turista ad acquistarne altri nei numerosi negozi cittadini.

Fattibilità e/o innovazione dell’idea-progetto:

L’intera struttura è stata progettata per essere scomponibile e facilmente trasportabile, in modo da poter essere collocata negli spazi pubblici (ad esempio le piazze) per promuovere i teatri e il loro programma della stagione. Il progetto ha lo scopo di ricreare l’atmosfera che un ospite avrebbe vissuto ascoltando una rappresentazione del passato in un teatro: alla ricostruzione storica, basata sulla letteratura a noi pervenuta, si aggiungono il fattore ludico e quello sensoriale.

Progetto di Azzalini Sara, Lorenzon Valentina, Pagano Elisa, Pasin Francesca, Pastrello Elena, Saggio Silvia, Schiavone Martina, Volpato Elena, Zambelli Linda