Colli Euganei e cicloturismo accessibile: una sfida impossibile?

Settore turistico scelto e motivazione della scelta

Il progetto unisce due turismi che potrebbero sembrare poco conciliabili tra loro: il turismo accessibile e il cicloturismo.
Il termine “turismo accessibile” non è riducibile al target di persone con mobilità ridotta, ma comprende persone con altri tipi di disabilità (visive, uditive, intellettive), famiglie con bambini, anziani, persone con intolleranze alimentari ecc. Ovvero tutti quei turisti che spesso possono riscontrare difficoltà nell’utilizzo pieno di strutture e servizi.
La domanda di turismo accessibile aumenta sempre di più, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione. Se da una parte l’avanzare dell’età comporta la comparsa di problemi fisici più o meno visibili, dall’altra, però, si sa che gli anziani rappresentano una grande percentuale di domanda per il mercato turistico.
Allo stesso modo, anche il cicloturismo è un mercato in espansione, seppur per ragioni diverse (ricerca di contatto con la natura, interesse per stili di vita sani e sostenibili ecc).

Area

L’area da coinvolgere nel progetto è quella tra Colli Euganei e pianura percorsa dall’Anello ciclabile omonimo.
Un’area, dunque, che si trova tra due poli attrattivi molto diversi. Da una parte i Colli, meta soprattutto di uscite domenicali per chi cerca buona gastronomia e siti culturali circondati dalla natura. Dall’altra le terme di Abano e Montegrotto, che come stazioni di cura termale attiravano numerosi turisti in passato mentre attualmente stanno puntando molto al mercato del Wellness.
L’anello, lungo una sessantina di chilometri, ben si presta alla domanda dei cicloturisti con esigenze di accessibilità: lunghezza limitata, vicinanza a poli ospedalieri (Policlinico Abano Terme), pendenza minima o nulla.

Descrizione dell’idea-progetto

Il progetto che si vuole sviluppare ha come obiettivo la realizzazione di un cluster dedicato al cicloturismo accessibile lungo l’Anello dei Colli Euganei.
Nel web sono numerosi i portali dedicati al cicloturismo (ex: Albergabici, Bikeitalia) o al turismo accessibile (ex: Pantou), ma nessuno presenta un’offerta strutturata lungo l’Anello dei Colli Euganei. Le strutture ricettive indicate nell’area di riferimento da questi siti sono pochissime (due o tre al massimo) e i riferimenti al territorio circostante pressoché nulle.
Si auspicherebbe, innanzitutto, uno studio accurato circa gli effettivi livelli di accessibilità delle strutture ricettive, ristorative e culturali dell’area prossima all’Anello. Spesso, infatti, si prende in considerazione solo l’accessibilità fisica dell’edificio per le persone in carrozzina. Le disabilità, però, sono varie e ognuna richiede servizi appropriati. Una struttura accessibile alle carrozzine, infatti, potrebbe non essere accessibile a persone con disabilità intellettiva (ad esempio, siti storico-artistici che non offrono servizi di guida calibrati all’utenza), o a persone con intolleranze alimentari (ad esempio, trattorie o agriturismi che non offrono soluzioni valide a persone celiache) o ancora a persone con visibilità ridotta o nulla (ad esempio, assenza di menù scritti in braille). Questi riportati sono solo alcuni esempi che però fanno ben comprendere come il mondo dell’accessibilità sia un universo estremamente variegato, di cui tener conto quando ci si propone al mercato come “struttura accessibile”.
Per effettuare una mappatura circa l’effettiva accessibilità delle strutture turistiche si potrebbe chiedere l’intervento di associazioni specializzate nelle varie tipologie di disabilità. Tramite adeguati sopralluoghi e colloqui con i titolari delle strutture, verrebbero compilate schede che descrivano l’accessibilità di ogni struttura a seconda della disabilità considerata (fisica, cognitiva, visiva, alimentare ecc).
Per quanto riguarda l’”accessibilità” dal punto di vista cicloturistico, le strutture turistiche dovrebbero garantire alcuni servizi specifici per questa tipologia di turisti: possibilità di soggiornare solo una notte, spazi adeguati per il ricovero delle bici, disponibilità di kit di manutenzione ecc. Anche in questo caso, un team di esperti dovrebbe valutare i servizi messi a disposizione dell’utente.
Un’analisi ulteriore dovrebbe essere fatta lungo l’Anello ciclabile. Se infatti sicuramente sono stati effettuati studi al momento della sua creazione, per questo progetto bisognerebbe approfondirne le caratteristiche dal punto di vista dell’accessibilità per persone disabili. Queste ultime, infatti, non solo spesso utilizzano speciali bici o tricicli, ma hanno anche bisogno di servizi di supporto durante le loro attività ricreative. Un percorso cicloturistico per essere percorso senza difficoltà da chiunque dovrebbe, ad esempio, essere adeguatamente asfaltato e provvisto di aree di sosta e servizi igienici accessibili.
Per rendere l’area una destinazione di cicloturismo accessibile, bisogna predisporre anche punti di noleggio e riparazione non solo di bici ma anche di tricicli, tandem e handbike, ovvero quei cicli usati dai cicloturisti con disabilità.
Un altro aspetto è quello dell’educazione e della formazione del personale delle strutture turistiche riguardo il tema dell’accessibilità. Una struttura, infatti, non dovrebbe solo abbattere le barriere fisiche, ma anche quelle culturali legate all’ignoranza su molti aspetti riguardanti la disabilità. Spesso infatti comportamenti errati o poco attenti da parte del personale possono influenzare negativamente l’intera vacanza di un turista affetto da disabilità. Percorsi di formazione specifici sono necessari per garantire un servizio soddisfacente e ad evitare situazioni spiacevoli o imbarazzanti, oltre che a generare un passaparola positivo.
Infine, dopo aver mappato le strutture, adeguato percorso e servizi dell’Anello e formato il personale, bisogna passare alla commercializzazione del prodotto.
Quest’ultimo aspetto può essere raggiunto creando un portale che presenti tutte le strutture turistiche del territorio (non solo quelle ricettive), con la possibilità per l’utente di filtrarle non solo a seconda delle classiche suddivisioni (categoria della struttura ricettiva, fascia di prezzo, presenza di determinati servizi), ma anche a seconda della disabilità della persona e delle sue esigenze. In un’ottica non solo di promozione, ma anche di commercializzazione, si potrebbe pensare di rendere possibile la prenotazione di servizi (pernottamenti, pranzi, cene, viste guidate) direttamente nel portale e di usare quest’ultimo anche come spazio per la vendita di pacchetti ed esperienze accessibili nell’area euganea promosse da altre tipologie di aziende turistiche (ex: viste a cantine, passeggiate notturne ecc.).
Ovviamente questo sito deve essere continuamente aggiornato e pubblicizzato.

Fattibilità e/o innovazione dell’idea-progetto

Il progetto, oltre a permettere ai cicloturisti disabili di trovare un territorio e dei servizi adeguati alle loro esigenze, permetterebbe all’area lungo l’Anello di promuoversi in Italia e all’estero come “vera destinazione accessibile”. Bellezze naturali, ricchezza artistico-culturale e vicinanza a poli turistici importanti (Abano, Verona e Padova) rendono già l’area attrattiva di per sé, bisognerebbe solo migliorarne l’accessibilità.
La vicinanza all’area termale (meta tradizionalmente di turisti tedeschi e francesi) e ai confini nazionali pongono l’Anello nella posizione ideale per promuoversi dal punto di vista cicloturistico. Rispetto all’Italia, infatti, Paesi come Germania, Francia e Austria hanno una tradizione più radicata e diffusa delle vacanze in bicicletta.
Ricordiamo inoltre che, anche se finora il progetto ha posto molta attenzione sul tema dell’accessibilità per persone disabili, servizi più accessibili sono più facilmente utilizzabili anche da turisti di altro tipo (anziani, famiglie con bambini ecc.). In particolare, gli anziani rappresentano una percentuale molto elevata tra i turisti termali, mentre le famiglie con bambini sono le più interessate alle vacanze a contatto con la natura e alle attività in compagnia. Ecco quindi altri due target che potrebbero non solo essere propensi a compiere vacanze in bici, ma che troverebbero anche servizi adeguati alle loro esigenze.
I turisti a cui va indirizzato il progetto presentano inoltre caratteristiche favorevoli all’ intera filiera turistica dell’area euganea:

  1. I cicloturisti, oltre ad essere caratterizzati da capacità di spesa elevate, spesso uniscono all’attività prettamente ciclistica la vista a luoghi culturali e la scoperta della gastronomia.
  2. I turisti disabili sono caratterizzati da una fidelizzazione elevata a destinazioni e alberghi (in controtendenza dunque rispetto al mercato turistico attuale). Inoltre spesso preferiscono risiedere in strutture turistiche di medie-piccole dimensioni (come la maggior parte dell’offerta ricettiva dell’area euganea) ma, a causa della difficoltà a trovarne di adeguate alle loro esigenze, sono costretti per lo più a rivolgersi a strutture di livello elevato (con aumento dunque dei costi della vacanza).
    Oltre a ciò, bisogna ricordare che in Italia progetti così strutturati non sono presenti, quindi le strutture che ne prenderanno parte potranno godere del cosiddetto “first-mover advantage”.

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Progetto di Elisa Contarini

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